Ascanio Celestini

ASCANIO CELESTINI

Ascanio-Celestini---Pecora-Nera-07

La Pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico

“È nella complessità di questo presente dove si sovrappongono la memoria del manicomio, la questione medico – psichiatrica, la terapia con i farmaci e la contenzione fisica che si va ad inserire il mio lavoro. Un lavoro di indagine nella memoria del presente come luogo di sedimentazione di storie diverse. Storie di persone che hanno abitato il luogo chiuso e strutturato del manicomio, la destrutturazione dell’istituzione, la frammentazione e il mescolarsi con i territori circostanti. Una possibilità nuova per un teatro civile che sperimenti la propria “civiltà” non soltanto nelle tematiche, ma soprattutto nella possibilità che queste forniscono per mettere direttamente in relazione le persone con la propria memoria e con il proprio presente”.
Ascanio Celestini
 
Mi chiamo Ascanio Celestini, figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera.
Mio padre rimette a posto i mobili, mobili vecchi o antichi  è nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone in bottega a San Lorenzo. Mia madre è di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia e a quel tempo ballava il liscio.
Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare.
Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera…